Ilva, quindici operai intossicati “Hanno inalato fumi pericolosi

Forse un incendio all’origine dell’incidente nell’Acciaieria 1.

Ilva, quindici operai intossicati "Hanno inalato fumi pericolosi"
(ansa)

Quindici operai dell’Ilva questa mattina sono stati portati in infermeria dopo aver avvertito sintomi di intossicazione per aver inalato fumi che si sono sprigionati dalla Siviera di emergenza della Colata a caldo dell’Acciaieria 1, probabilmente a causa di un incendio. Lo rende noto il coordinatore provinciale di Taranto dell’Usb (Unione sindacale di base) Francesco Rizzo.

Il rappresentante dell’Usb ha giudicato “grave l’atteggiamento di alcuni responsabili di reparto che hanno chiesto ai lavoratori di continuare a lavorare nonostante l’accaduto e senza aver effettuato le opportune verifiche”. In questo momento, ha precisato Rizzo, gli operai si trovano nell’infermeria dello stabilimento Ilva “e siamo in attesa di conoscere le condizioni e lo stato di salute dei compagni di lavoro. Come Usb abbiamo richiesto l’intervento urgente degli ispettori dello Spesal e della Asl di Taranto al fine di accertare le reali cause dell’incidente ed eventuali responsabilità”.

L’incidente arriva in un momento difficile per il colosso siderurgico. Questa è infatti la settimana decisiva per le scadenze giudiziarie e ambientali che si intrecciano. Nei prossimi giorni saranno infatti notificati gli avvisi di conclusione dell’indagine relativa al reato di disastro ambientale dello stabilimento siderurgico, inchiesta deflagrata a luglio del 2012 e che in un anno ha visto sequestri e arresti, gli ultimi dei quali avvenuti lo scorso settembre (cinque cosiddetti “fiduciari” di Riva, la struttura di “governo parallelo” della fabbrica attraverso la quale la famiglia Riva si assicurava il controllo delle attività).

Una cinquantina gli avvisi di conclusione delle indagini che farà notificare la Procura di Taranto e riguarderanno oltre alle persone già arrestate nei mesi scorsi – tra cui gli ex presidenti dell’Ilva, Emilio e Nicola Riva, padre e figlio, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, l’ex consulente dello stabilimento di Taranto, Girolamo Archinà, l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva -, anche Fabio Riva, vice presidente del gruppo Riva, figlio di Emilio, colpito a novembre da ordinanza di custodia cautelare in carcere ma che deve essere ancora estradato dall’Inghilterra, nonchè esponenti della pubblica amministrazione. Non solo scadenze giudiziarie, con l’impatto che inevitabilmente determineranno, per l’Ilva di Taranto.

In questi giorni, infatti, ci sono anche due scadenze che riguardano il risanamento della fabbrica siderurgica e l’attuazione delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero ad ottobre 2012. Oggi, al Comune di Taranto, si riunirà la conferenza dei servizi prevista dal Suap (Sportello unico delle attività produttive) chiamata ad esaminare i progetti per la copertura di tre parchi minerali piccoli e di un’area di gestione dei rottami ferrosi.

 

http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/10/30/news/ilva-69803523/

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