L essenziale è invisibile agli occhi

Il bagno della casa di Roma da su una orribile presa di luce interna del palazzo! Nessun cielo, nessun panorama .. Per me era insopportabile … mi dava un senso di angoscia.certo non mi andava di mettere una tenda qualunque ( fanciullesca come sono) . Pensai bene di comperare una rete bianca , tipo zanzariera, e di dipingere uno scorcio che era rimasto impresso nell anima… Una volta finito e creato il montante lo distemai alla finestra
Niente …..non si vedeva nulla! se non qualche grumo materico di acrilico dove il pennello era andato giù pesante! Per il resto un ombra e nulla più ! Delusione estrema, sconfitta netta alla creatività seppur spartana ! Non si vedeva nulla … Ma a volte l essenziale si nasconde agli occhi! La sera tornando a casa la sorpresa fu tanta! Eccolo la il mio scorcio di Amore , un angolo di ombrellone rosso ed il mio mare a definire l orizzonte!! Stilisticamente orrendo … ma Magico !
Già l essenziale è invisibile agli occhi
😉

20140306-010104.jpg

non sarà stato vano

pablo

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto

Ilva sfida Bruxelles

La nuova legge Ilva/Terra dei fuochi
15 febbraio 2014 – Antonia Battaglia

ilva di taranto

La legge n.6 del 6 febbraio 2014, cosiddetta “legge ILVA/Terra dei Fuochi”, approvata in Senato qualche giorno fa, é una norma che fa storia nella giurisprudenza italiana ed europea perché rappresenta un attacco al bilanciamento dei poteri sancito dalla Costituzione ed una contrapposizione netta al diritto comunitario europeo. 

I risvolti di questa recente sanatoria sono molteplici, con importanti conseguenze a livello nazionale ed europeo, che vanno ben al di là della realtà locale di Taranto.

Il primo punto che desta preoccupazione riguarda la flagrante violazione della direttiva europea IPPC (Riduzione e Prevenzione Integrate dell’Inquinamento) e la sua applicazione nel diritto italiano perché, se la direttiva obbliga il governo alla messa a norma degli impianti inquinanti di Taranto attraverso il rispetto dell’AIA (autorizzazione intergrata ambientale), tuttavia con la legge n. 6 si autorizza l’ILVA a non attuare il 20% delle prescrizioni dell’AIA stessa e quindi della direttiva IPPC.

Il comma d dell’articolo 7 sancisce, infatti, che gli stabilimenti di Taranto potranno continuare a produrre anche solo avendo avviato l’adozione dell’80% del numero complessivo delle prescrizioni. In quel 20% di prescrizioni esentate a priori, l’ILVA ed il governo – che controlla e dirige ILVA attaverso la struttura di commissariamento- potranno includervi prescrizioni importanti quali la copertura del parco minerali o la riduzione delle emissioni non controllate della cokeria, che hanno degli effetti potenzialmente molto pericolosi sulla salute della popolazione, dimostrati negli studi scientifici e nelle perizie del Tribunale di Taranto.

Il governo ha deciso quindi di porsi al di là del rispetto della legge e della direttiva europea IPPC e di andare anche contro la sentenza della Corte Costituzionale di maggio scorso (n.85/20) che, nel sancire la persistenza del vincolo cautelare sulle aree ed impianti dello stabilimento ILVA posto sotto sequestro il 25 luglio 2012, ha riaffermato che “l’attività produttiva è ritenuta lecita alle condizioni previste dall’AIA riesaminata. … la cui inosservanza deve ritenersi illecita e quindi perseguibile ai sensi delle leggi vigenti”.

La produzione dell’ILVA sarebbe dovuta quindi avvenire nel rispetto strettissimo dell’AIA, che ha il valore di costante condizionamento della prosecuzione dell’attività produttiva alla puntuale osservanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo. La deviazione da tale percorso di adeguamento, deve ritenersi illecita e quindi perseguibile ai sensi delle leggi vigenti. E qui la nuova legge n.6 ribalta di nuovo le regole e pone la struttura del Commissariamento al di là di ogni possibilità di perseguibilità penale in relazione alla non applicazione di misure previste dall’AIA: siamo all’articolo 7 comma 9-bis.

Il grave sbilanciamento nella tutela dei diritti in gioco risulta nuovamente evidente nel momento in cui l’ILVA dichiara di non poter mettere in atto l’AIA a causa di mancanza di fondi, questione che avrebbe dovuto costituire preciso compito della dirigenza ILVA e del governo italiano nel momento in cui venivano adottate le legge finalizzate a garantire allo stabilimento la piena attività.

Svuotata l’AIA di ogni sua importante prescrizione, relegata in un angolo la direttiva europea IPPC, protetta l’ILVA, garantita la struttura di commissariamento da ogni pericolo penale, assicurato lo status quo della produzione, la legge n.6 si concentra sulla questione della proprietà e delle garanzie che il governo italiano ancora una volta pone in essere a beneficio della famiglia Riva.

Perché l’Articolo 7 comma g sancisce la possibilità da parte del commissario ILVA di disporre delle somme poste sotto sequestro dalla magistratura italiana, nei diversi procedimenti penali in corso contro membri della famiglia Riva, anche in relazione a procedimenti penali diversi da quelli per reati ambientali, sempre- secondo la legge- ai fini dell’attuazione di un piano industriale che non esiste ancora.

Emilio Riva, Nicola Riva e Fabio Riva oltre ad essere indagati dal Tribunale di Taranto per “delitti contro la pubblica incolumità nonchè delitti contro Ia pubblica amministrazione e la fede pubblica, quali fatti di corruzione e di concussione, falsi e abuso d’ufficio”, sono anche indagati dal Tribunale di Milano per frode, truffa aggravata ai danni dello Stato.
Il 22 maggio 2013 il Tribunale di Milano aveva posto sotto sequestro 1,2 miliardi di euro, in merito ad un’indagine su una maxi-evasione fiscale per indebita sottrazione di risorse finanziarie dalle casse dell’azienda.

Il 24 maggio 2013 il Gip di Taranto firmava altresi’ il decreto di sequestro per equivalente di beni per 8,1 miliardi di euro, la stima formulata dai custodi giudiziari del costo totale degli interventi necessari alla messa a norma degli impianti dell’area a caldo. La nuova legge stabilisce che quei fondi posti sotto sequestro dalla magistratura italiana possono tornare nella mani del Commissario ILVA. Ricordiamo pero’ che dal 4 giugno 2016 l’ILVA tornerà nelle mani della proprietà – secondo la legge 3 Agosto 2013 n.61, che stabilisce il Commissariamento per un periodo di massimo 36 mesi- e quindi i beni della famglia Riva saranno di nuovo al sicuro nelle casse di ILVA S.P.A.

La nuova legge sancisce anche che « quei fondi che non sono utilizzati devono poi tornare nelle mani del sequestro», ma una volta impegnate le somme nell’avvio del progetto di un’opera qualsiasi, da realizzarsi in tempi non meglio specificati, de facto le somme impegnate non potranno tornare sotto sequestro.
Nell’attesa della messa a norma dello stabilimento, dell’avvio dei lavori delle prescrizioni AIA, nell’attesa del piano ambientale, del piano industriale, Taranto viene offesa nuovamente con una proposta inutile quanto macabra da parte del governo: lo screening gratuito delle malattie.

Mentre all’ospedale oncologico Moscati di Taranto, che dovrebbe presidiare tutte le attività oncologiche della città e della provincia, la mancanza di risorse é arrivata al punto tale da indurre la sospensione del trasporto degli ammalati dalla città all’ospedale.

http://www.peacelink.it/ecologia/a/39777.html

John Keats

Bright-Star-testoIo grido a te pietà, pietà, amore – sì, amore!

Amore misericordioso, non supplizio di Tantalo, ma univoco pensiero, ed immutabile e innocente, a viso aperto e chiaro e senza macchia!

Lascia ch’io t’abbia tutta, tutta mia!

Quella forma leggiadra, quella dolce droga d’amore minima, il tuo bacio

– mani ed occhi divini, il caldo e bianco lucente seno delle mille gioie;

te stessa, la tua anima, ti supplico per pietà, dammi tutto, non escluso un atomo di un atomo,

o morrò,

o se forse vivrò, tuo miserando servo,

sarà mia vita senza scopo nella foschia della sventura inutile –

perduto dal palato della mente il gusto e resa l’ambizione cieca.

Sonetto XVI, John Keats

Mi fa male una donna in tutto il corpo

 

Moi

È l’amore. Dovrò nascondermi o fuggire.
Crescono le mura delle sue carceri, come in un incubo atroce.
La bella maschera è cambiata, ma come sempre è l’unica. A cosa mi serviranno i miei talismani: l’esercizio delle lettere, la vaga erudizione, lo studio delle parole che l’aspro Nord usò per cantare i suoi mari e le sue spade, la serena amicizia, le gallerie della Biblioteca, le cose comuni, le abitudini, il giovane amore di mia madre, l’ombra militare dei miei morti, la notte intemporale, il sapore del sonno?
Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo.
Già la brocca si rompe sulla fontana, già l’uomo si alza alla voce dell’uccello, già sono oscure sagome quelli che guardavano dietro le finestre, ma l’ombra non ha portato la pace.
È, lo so, l’amore: l’ansia e il sollievo di sentire la tua voce, l’attesa e la memoria, l’orrore di vivere nel tempo successivo.
È l’amore con le sue mitologie, con le sue piccole magie inutili.
C’è un angolo di strada dove non oso passare.
Già gli eserciti mi accerchiano, le orde.
(Questa stanza è irreale: lei non l’ha vista).
Il nome di una donna mi denuncia.
Mi fa male una donna in tutto il corpo.

Jorge Luis Borges – “Il Minacciato”

La mia pena è durare oltre quest’attimo.

diritti riservati
Foto di Maria R. Suma diritti riservati

 

Aprile-amore Il pensiero della morte m’accompagna
tra i due muri di questa via che sale
e pena lungo i tornanti. Il freddo
di primavera irrita i colori,
stranisce l’erba, il glicine, fa aspra
la selce, sotto cappe e impermeabili
punge le mani secche, mette un brivido.

Tempo che soffre e fa soffrire, tempo
che in un turbine chiaro porta fiori
misti a crudeli apparizioni, e ognuna
mentre ti chiedi che cos’è sparisce
rapida nella polvere e nel vento.

Il cammino è per luoghi noti
se non che fatti irreali
prefigurano l’esilio e la morte.
Tu che sei, io che sono divenuto
che m’aggiro in così ventoso spazio,
uomo dietro una traccia fine e debole!

E’ incredibile che io ti cerchi in questo
o in un altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un’età, la mia,
che s’aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste.

L’amore aiuta a vivere, a durare,
l’amore annulla e dà principio. E quando
chi soffre o langue spera, se anche spera,
che un soccorso s’annunci di lontano,
è in lui, un soffio basta a suscitarlo.
Questo ho imparato e dimenticato mille volte,
ora da te mi torna fatto chiaro,
ora prende vivezza e verità.

La mia pena è durare oltre quest’attimo.

Mario Luzi

Forti con i deboli

Sequestrate cinque tonnellate di cozze coltivate in una zona interdetta alla pesca nel Mar Piccolo a Taranto. L’area è considerata a rischio sanitario per la presenza di diossina e Pcb oltre i limiti di legge. I mitili sono stati prelevati dai militari della Capitaneria di Porto coadiuvati dalla Polizia di Stato, dalla Polizia municipale e dalla Guardia di Finanza. Non sono mancati momenti di tensioni e proteste da parte di alcuni pescatori. “Questi sgomberi- hanno affermato – avvengono sempre nei confronti dei più deboli. La diossina non l’abbiamo causata noi, ma non sentiamo mai di sequestri fatti allo stabilimento”. Il prodotto è stato caricato su autocompattatori dell’Amiu per essere in seguito distrutto. “A Taranto oggi sono state distrutte, giustamente, tonnellate di cozze coltivate nel seno del Mar Piccolo perché contaminate dalla diossina e da pcb. Tra allevatori, coltivatori, mitilicoltori e maricoltori sono migliaia i posti di lavoro persi a Taranto a causa dell’inquinamento. – ha commentato il leader dei Verdi, Angelo Bonelli- Nessuna istituzione o sindacato difende questi lavoratori che dovrebbero avere gli stessi diritti di altri lavoratori. Ma così non è. Ecco perché a Taranto la costituzione italiana non è applicata e i sindacati troppo impegnati a parlare con i vertici della grande industria hanno dimenticato questi lavoratori che non dovrebbero essere ultimi a nessuno”. “Per loro – ha concluso- nessun decreto legge per loro solo disoccupazione e i sindacati tacciono”

Per amore di Poesia

Witold Pruszkowski, Printemps 1887...
Witold Pruszkowski, Printemps 1887

Ciò che ero solito amare, non amo più;
mento: lo amo, ma meno;
ecco, ho mentito di nuovo:
lo amo, ma con più vergogna,
con più tristezza;
finalmente ho detto la verità.
E’ proprio così: amo,
ma ciò che amerei non amare,
ciò che vorrei odiare;
amo tuttavia,
ma contro voglia,
nella costrizione,
nel pianto,
nella sofferenza.
In me faccio triste esperienza
di quel verso di un famosissimo poeta:
“Ti odierò, se posso; se no, t’amerò contro voglia”.

Ascesa al Monte Ventoso – FRANCESCO PETRARCA

L’amore accade.

923093_256701424491361_285944267_n

L’amore
accade.

Sarà per sempre.

Inatteso fu l’Amore
a scatti verticali
verso il tenue centro.

Il tuo cuore ardente
si poserà sulle mie braci.

Farò della mia storia
la tua rivoluzione.

Farò della mia pelle
il manifesto
dei proclami del cuore.

E’ una predizione.

Rumorosa splenderà
la quiete narrante
del giorno adulata
dalle lacrime
della notte.

Tu concederai vigore ai sensi
nel fulmineo tempo
dell’attesa.

Farò della mie labbra
il tuo trofeo.

Per le memorie canterò
i miei versi al tuo fianco.

In riva al mare d’autunno,
il tuo sorriso innalzerà
ogni cascata.

E in primavera, Amore,
vedrò il tuo sorriso come
il cibo che attendevo,
il fiore bianco, il tulipano
della mia culla sonora.

Farò della mia mano
il tuo legame.

Non vedrò le nuvole.

Molte notti resistono
senza luna, senza stelle.

Così resisteremo noi
nella lontananza.

© Annarita Borrelli
All rights reserved