L essenziale è invisibile agli occhi

Il bagno della casa di Roma da su una orribile presa di luce interna del palazzo! Nessun cielo, nessun panorama .. Per me era insopportabile … mi dava un senso di angoscia.certo non mi andava di mettere una tenda qualunque ( fanciullesca come sono) . Pensai bene di comperare una rete bianca , tipo zanzariera, e di dipingere uno scorcio che era rimasto impresso nell anima… Una volta finito e creato il montante lo distemai alla finestra
Niente …..non si vedeva nulla! se non qualche grumo materico di acrilico dove il pennello era andato giù pesante! Per il resto un ombra e nulla più ! Delusione estrema, sconfitta netta alla creatività seppur spartana ! Non si vedeva nulla … Ma a volte l essenziale si nasconde agli occhi! La sera tornando a casa la sorpresa fu tanta! Eccolo la il mio scorcio di Amore , un angolo di ombrellone rosso ed il mio mare a definire l orizzonte!! Stilisticamente orrendo … ma Magico !
Già l essenziale è invisibile agli occhi
😉

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La mia fragilità

Le parole che non ti ho detto
Le parole che non ti ho detto

Per tutta l’esistenza
ti avrò, fragilità,
nella stanchezza ardente del mio sangue.

Mi sei venuta accanto
colla promessa viva di un’aurora,
sconvolgendomi il sangue
come un grande tesoro
che si potrà conoscere
e possedere fino a sazietà.
Racchiudevi un mistero di dolore
e di gioia profonda, sconosciuta.
Oh un attimo solo di te
e mi saresti stata per la vita
un ricordo di sogno.
Ma non ti sei svelata.
Hai saputo il tuo gioco.
Sei ritornata a un tratto in mezzo al mondo
rinascondendo in te
il segreto degli occhi arrovesciati,
della tua bellezza più grande,
dell’attimo che gioia e sofferenza
si fanno un solo brivido.

Mi hai strappate le lacrime dal cuore.

E da quel giorno buio
dinanzi al tuo ricordo
per tutta l’esistenza
dovrò soffrire ancora
la febbre del mistero che ho perduto.
( 12 agosto 1928 )

(C. Pavese da “Le Poesie Ed. Einaudi)

–di fare male ai fogli

chiuse gli occhiali
e si addormentò  gli occhiali
e si
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo…
così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì
di fingere fogli
di fare male ai fogli…

e la finì di mascherarsi
dietro tanti nomi,
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c’è
e alla fine chiederle “scusa
se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me…”
e le lettere d’amore,
le lettere d’amore
fanno solo ridere:
le lettere d’amore
non sarebbero d’amore
se non facessero ridere;
anch’io scrivevo un tempo
lettere d’amore,
anch’io facevo ridere:
le lettere d’amore
quando c’è l’amore,
per forza fanno ridere.

E costruì un delirante universo
senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena
di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano…

e capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c’era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo…

e scrivere d’amore,
e scrivere d’amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d’amore
fa veramente ridere.

Le lettere d’amore,
le lettere d’amore,
di un amore invisibile;
le lettere d’amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d’amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo
per potertele scrivere…

come si fa a non amarlo?

E’ Natale da fine ottobre.

Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti..

Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.

C. Bukowski

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come si fa a non amarlo?

Non avevo colto l’avvicinarsi del Natale, sarà perché per il 2° anno consecutivo  lo passerò “da sola”!  Non  so a me il Natale è sempre piaciuto ( al di là dei regali….sgrunt!),  mi ha sempre fatto “cantare il cuore”.

Pare che io sia dovuta diventare Adulta proprio in questi ultimi due anni…e allora sto cercando di sforzarmi ad affrontare anche quest’altra festività in solitaria.

Dicono che la consapevolezza della raggiunta maturità sia come stare sdraiati in panciolle a prendere il sole!

 A me sembra tutt’altro. L’abbandono dei sogni schiacciati da questa realtà, l’abbandono dei sorrisi spontanei, l’abbandono del rincorrerlo…semplicemente …un sogno

C’è chi dice che invece maturare dimenticando il proprio fanciullino sia come passeggiare sulla strada principale di un paese che sta costantemente al buio.

E. A. Poe sosteneva che solo chi sogna di giorno sa  molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte…..

La maturità è una brutta bestia, si perde la spensieratezza…questo è.

Non posso permettermi di “nascondere” la mia anima sotto una maschera di maturità, anche laddove fosse una maschera del teatro greco.  Non posso e fondamentalmente non lo desidero…

Sono una creativa…toglietemi i sogni e mi uccidete….e non lentamente , ma con un unico colpo di fucile!

Io posso comprendere tutto, accettare anche parecchie cose che “prima” mi sembravano inaccettabili…perché di motivazioni giuste ce n’è, di spiegazioni ce n’è, di comprensione e di accoglienza ce n’è

ma non toglietemi i sogni

da fringuello si può diventare aquila reale

da cavallo si può diventare gazzella

da pesce si può diventare polipo

non toglietemi i sogni

                       e le lucine di natale e gli alberi natalizi…ma sopratutto non toglietemi le “persone accese”