arrivando al rosso…

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camminando

due parole….

Questa è veramente una bellissima città. certo con le sue tumorali controversie. Ma ha un fascino, una magia..invidiabile…forse proprio per la dicotomica situazione. Ma Taranto è veramente da gustare con gli occhi della mente. Io ci provo, meschina!

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in memoria di Francesco

TARANTO: PIAZZE, MERCATI, ARTIGIANI E DISOCCUPATI

 

Taranto: piazze, mercati, artigiani e disoccupati

“Mi chiamo Federica Casabuono, ho 25 anni, sto per laurearmi in giurisprudenza, non ho un lavoro, la mia unica ricchezza è la macchina che mi ha regalato mio padre quando ho deciso di studiare restando a Taranto.”

L’invio di curricula, attualmente, non comporta la ricezione di risposte dignitose. Tanti ragazzi, spesso laureati, coltivano le proprie passioni per riempire l’eccessivo tempo libero di cui farebbero volentieri a meno. Talvolta gli hobby prendono forma diventando un grimaldello per scardinare la totale dipendenza dai propri genitori.
Federica e Cinzia Patrono, ad esempio, hanno dato vita al mercatino dell’artigianato “Città Vecchia Music & Market“. Non solo un mercato, anche. Un evento ogni domenica dall’8 dicembre al 5 gennaio aLargo San Gaetano, nel centro storico di Taranto. Un’area, quella a ridosso del Cantiere Maggese, creatasi man mano che alcun palazzi son venuti giù. Ora lì c’è un campetto dalle linee immaginarie animato dai bimbi. Presenti ogni giorno, indipendentemente dalla condizioni climatiche. Partecipano anche al mercatino della domenica, gli fanno posto accantonando per qualche ora le porte da calcio che gli organizzatori hanno donato loro.

Il “Città Vecchia Music & Market” non nasce e non muore per l’incontro di domanda ed offerta. È luogo di espressione, si scopre l’ingegno e la sensibilità altrui, ci si conosce, si respira. Oltre una dozzina di artigiani hanno esposto i propri lavori pochi giorni fa, ed altrettanti ce ne saranno domenica 15. Un ventaglio di proposte che comprende abbigliamento ed accessori di ogni sorta, complementi d’arredo reinventati, Labofumetto e le sue tavole ed i “concetti trasformati in oggetti” di Idea Tagliolaser.
C’è posto per tutti e per esporre basta chiamare al 388/9423210. Per un artigiano, ad ogni cessione di articoli da lui realizzati corrisponde un po’ di gratificazione, un granello di indipendenza in più.

Un allegro ed equilibrato minestrone formato famiglia che stimola tutti i sensi con semplicità e cura dei particolari. Musica di sottofondo, mostre e performance interattive, videoproiezioni su vecchi palazzi che attendono di ricevere sguardi di ammirazione per aver resistito nonostante tutto. Potrete scaldarvi gustando infusi di agrumi, punch e cioccolata calda. Informarvi grazie a banchetti di associazioni e sostenerle come potete. La scorsa volta è stato il turno di Komen per la lotta ai tumori al seno.
E’ tempo di mettere in vendita le proprie capacità, non più i propri diritti. Riscoprire lavori, piazze e mercati nella nostra terra dove il termine artigianato rievoca un passato glorioso color porpora, prezioso come bisso e raffinato come madreperla. Spazi in cui era consuetudine intrecciare relazioni con la paglia e le reti da pesca. Quando le mani erano meno curate ma capaci di toccare, creare, legare.

Basta poco per essere cittadini attivi ed incentivare i vostri ragazzi studenti o precari, il centro storico e l’artigianato locale, in un solo colpo. Sarete certi di acquistare oggetti unici ed originali, “E’ il pensiero che conta” e vediamo se conta ancora. Non troverete le luminarie fantascientifiche del borgo immerso nella sua frenesia ma troverete parcheggio gratuito in piazza Fontana, via Garibaldi e via Cariati. Un’occasione per trascorrere serenamente del tempo con amici o con i vostri bimbi. Conoscersi e riconoscersi, tra vicoli e persone.

Link Evento: http://www.progettoalchimie.it/eventi/2103-citta-vecchia-music-market/event_details.html

la mia ‘ndrangheta

Se Taranto Vecchia se ne va

 “La questione del centro storico tarantino è una questione di importanza nazionale e non soltanto locale. Si tratta di conservare un complesso monumentale che interessa tutto il Paese e alla cui conservazione tutto il Paese deve concorrere.” (G. C. Argan)

Impalcature, case serrate da croci decussate, piccoli muschi che le mangiano da dentro assieme all’incuria dell’uomo che le segna da fuori. Chissà che ne avrebbe detto, oggi, Giulio Carlo Argan. Proprio lui che nel 1939 contribuì a stilare, con Cesare Brandi, la famosa legge 1089, ancora oggi base per la tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico della nazione. Proprio oggi che la bella via di Mezzo ha visto sbriciolarsi uno dei suoi stabili che, sotto i frustranti colpi di qualche goccia di pioggia, ha mostrato con un rigurgito d’orgoglio il prezioso cuore settecentesco racchiuso entro quelle mura fatiscenti. Accade a distanza di qualche giorno dall’innalzamento di un muro in tufo in Postierla via Nuova, dal crollo dell’ennesimo edificio in via Garibaldi, a qualche passo dalla chiesa di San Giuseppe. Chissà che avrebbe detto di quei cordoli che, lungo la ringhiera, hanno reso arduo il passaggio dei grandi mezzi, talmente arduo che le belle mensole di alcuni antichi balconi, solo qualche mese fa, hanno dovuto soccombere sotto urti maldestri. E se si corre con la memoria un po’ indietro – ma non di molto, appena al febbraio del 2011 –, immaginare quale tarlo l’avrebbe roso dentro alla notizia dello sgretolamento di parte della chiesa di San Paolo, in via Pentite, è difficile quasi quanto passare oggi per quella via.

Sono solo poche delle tante sconfitte del borgo antico, lasciato solo a combattere contro il tempo, contro l’incuria, contro i muschi e la pioggia e contro un devastante silenzio, quello delle Amministrazioni locali che ogni qual volta ci sarebbe stato da alzare la testa e guardare in faccia questo anziano fiore moribondo, hanno preferito volgere lo sguardo altrove. E restare in silenzio.

In silenzio la città vecchia se ne va, colpita da più fronti. Lei, che ha retto con dignità all’andar dei secoli e alle invasioni, alle guerre e ai regimi; lei che ha affascinato storici dell’arte e registi, ispirato artisti di ogni sorta; lei che ha tenuto duro fino a ridursi ai minimi termini, in una solitudine non cercata, a chiedere un aiuto che non è mai arrivato.

crollo

Crollo dell’edificio in via di Mezzo (Ph. Nicola Sammarco)

E se ne andrà davvero se non si affronterà la faccenda a piene mani, con le leggi di tutela e conservazione su un tavolo e, attorno ad esso, esperti in restauro edilizio, storia dell’architettura e dell’arte, fondi strutturali, urbanistica, sviluppo territoriale. Se ne andrà brano a brano se le Amministrazioni locali non decideranno di guardarla in faccia e dire basta al suo stato di abbandono, dirottando su di lei le risorse necessarie, tornando a considerarla una priorità assoluta nel territorio. Una priorità di ordine storico, artistico, documentario; ma anche una priorità dal punto di vista della pubblica sicurezza, perché lì dove ancora i bambini vanno a giocare, o la gente cammina in piena serenità, non si può correre il rischio di vedersi crollare addosso calcinacci e pietre, di trasformare una passeggiata in una tragedia.

E se davvero Taranto Vecchia dovesse decidere di arrendersi, di lasciarci per sempre, noi ci sentiremmo senza dubbio un po’ più soli e un po’ più vuoti; ma chi ha occupato i posti di potere senza alzare lo sguardo avrà sulla coscienza il peso delle generazioni future alle quali sarà stato negato un pezzo della propria storia, orfane della propria identità. E, non sapendo dove cercarla, cresceranno ingrate e, probabilmente, il destino della città “vecchia” toccherà, infine, a quella parte – superba – che oggi si fa chiamare “nuova”.

Sono fenomeni che hanno la stessa genesi. Sono fenomeni tristemente irreversibili. Ogni pietra che cade è per sempre. La si potrà attaccare nuovamente con un po’ di calce, ma il posto che  la storia le aveva assegnato non lo riprenderà più.

Donne per la Mente

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