Nel testo l’ennesimo regalo all’Ilva

M5S e ambientalisti contro il dl emergenze: “Nel testo l’ennesimo regalo all’Ilva”

Nel decreto approvato oggi dal consiglio dei ministri, insieme alle nuove norme per la Terra dei fuochi sono inseriti articoli che mettono al sicuro il lavoro del commissario dell’acciaieria Enrico Bondi: sanzioni azzerate, sblocco dei fondi e soprattutto nessuna responsabilità per la gestione dei rifiuti all’interno della fabbrica. Insorgono 5 Stelle e Verdi

M5S e ambientalisti contro il dl emergenze: “Nel testo l’ennesimo regalo all’Ilva”

 

Il quinto decreto ad Ilvamapprovato dal consiglio dei ministri insieme alle nuove norme per laTerra dei fuochi, è un vero e proprio ‘salva-commisari’, il commissario straordinario dell’acciaieria di Taranto. Sanzioni azzerate, sblocco dei fondi e soprattutto nessuna responsabilità per la gestione dei rifiuti all’interno della fabbrica.

“LE SANZIONI NON SI APPLICANO AL COMMISSARIO”
Le norme salva-commissari prevedono che “durante la gestione commissariale, qualora vengano rispettate le prescrizioni dei piani” e “le previsioni” di adeguamento, non si debbano applicare “per atti o comportamenti imputabili alla gestione commissariale”, le sanzioni previste dall’Aia del 2012, ovvero quelle che sancivano per l’azienda una multa anche del 10 percento del fatturato aziendale. Non solo. Il decreto prevede che le “sanzioni, ove riferite a atti o comportamenti imputabili alla gestione precedente al commissariamento, si irrogano alle persone fisiche che abbiano posto in essere gli atti o comportamenti, e non possono essere poste a carico dell’impresa commissariata per tutta la durata del commissariamento”. In sostanza, la nuova norma prevede che le colpe deiRiva, come titolari del siderurgico, debbano essere pagate dai Riva stessi e non dall’Ilva commissariata.

Ma cosa si intende per previsioni? Con un’interpretazione autentica il governo ha chiarito che “la progressiva adozione delle misure” deve essere intesa nel senso che la stessa è rispettata se laqualità dell’aria nella zona esterna allo stabilimento “non abbia registrato un peggioramento rispetto alla data di inizio della gestione commissariale” e soprattutto se “alla data di approvazione del piano, siano stati avviati gli interventi necessari ad ottemperare ad almeno il 70% del numero complessivo delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni integrate ambientali, ferma restando la non applicazione dei termini previsti dalle predette autorizzazioni e prescrizioni”. In definitiva non è necessario che le misure di adeguamento siano state realizzate completamente, ma è sufficiente che il 70 percento di quelle previste siano state avviate. Inoltre il decreto non stabilisce quali siano le prescrizioni da avviare lasciando di fatto una grande discrezionalità nelle mani di Bondi.

LE MANI SUI SOLDI DEL JERSEY
Non ci sono fondi per ambientalizzare l’Ilva in tre anni. Il governo lo scrive chiaramente nelle premesse del decreto quando afferma che “la insufficienza delle risorse finanziarie a disposizione della struttura commissariale rischiano di vanificare il rispetto del termine di 36 mesi per l’attuazione delle Aia”. Tradotto: bisogna mettere mano ai fondi sequestrati dalla magistratura. In tal senso, se aTaranto – rispetto agli 8 miliardi imposti dal gip Patrizia Todisco – le Fiamme gialle sono riuscite a trovare ben poche risorse dei Riva, a Milano al contrario i finanzieri hanno sequestrato circa 1 miliardo e 200 milioni di euro che gli gruppo industriale aveva riportato in Italia con lo scudo fiscale voluto da Tremonti e Berlusconi dopo averli nascosti nel paradiso fiscale del Jersey. Il decreto, ora, stabilisce che se i Riva non metteranno a disposizione di Bondi i fondi necessari, il commissario potrà richiedere “le somme sottoposte a sequestro penale in relazione a procedimenti penali a carico del titolare dell’impresa o del socio di maggioranza, diversi da quelli per reati ambientali o connessi all’attuazione dell’Aia”. Somme da utilizzare immediatamente per ambientalizzare l’Ilva e che altrimenti sarebbero entrate nella disponibilità dello Stato solo dopo un’eventuale condanna definitiva.

BONELLI: “LA SOSPENSIONE DELLE SANZIONI E’ INCOSTITUZIONALE”
Per Angelo Bonelli, leader dei Verdi, “la norma del decreto sull’Ilva che contiene la sospensione delle sanzioni per le prescrizioni ambientali è assolutamente incostituzionale perché subordina in maniera inaccettabile la vita e la salute alla produzione. Mai ci saremmo aspettati – ha aggiunto l’ex candidato sindaco di Taranto dell’area ambientalista – che si potesse giungere a superare questo limite con una norma che non solo garantisce l’impunità a chi inquina, ma abbandona i cittadini di Taranto a subire le drammatiche conseguenze dell’inquinamento”. Inoltre Bonelli ha annunciato che “una volta pubblicato porterò personalmente il testo del decreto al Commissario Ue all’Ambiente in relazione alla procedura di infrazione comunitari” perché “con questo decreto si vuole garantire un periodo transitorio che secondo la struttura commissariale dovrebbe durare almeno 3 anni, periodo nel quale, da quello che abbiamo compreso non sarà possibile garantire la conformità degli impianti dell’Ilva alla legge. Di fatto si tratta di un decreto che consente nei prossimi anni la libertà d’inquinare”.

M5S: “SANZIONI CANCELLATE, E’ REGALO A ILVA”
Sul dl approvato dal governo Letta, inoltre, è arrivata la sonora bocciatura di Movimento 5 Stelle eVerdi. “Dietro un decreto che dovrebbe mettere una pezza sul disastro ambientale della Terra dei Fuochi si nasconde l’ennesimo regalo al commissario straordinario dell’Ilva Enrico Bondi – hanno scritto i deputati M5S della commissione Ambiente – Siamo preoccupati per la volontà del governo di togliere di fatto le sanzioni sull’Ilva durante il periodo di commissariamento”. Non solo. Gli onorevoli a 5 Stelle sono “convinti che chi commette reati ambientali debba pagare, e oltretutto che le eventuali bonifiche previste riguardino tutti i Siti di interesse nazionale (Sin) inquinati, e non soltanto alcune zone”. Per quanto riguarda il provvedimento generale, invece, per i 5 Stelle “ben venga l’introduzione del reato per la combustione dei rifiuti”, ma loro aspetteranno che il testo approdi in Aula. “Continueremo a batterci – hanno concluso – affinché la tutela dell’ambientediventi sempre di più una priorità improrogabile, non una bandiera da sventolare solo quando gira il vento”. Non meno forte la presa di posizione dell’associazione ambientalista Peacelink: “Questo governo porta l’Italia fuori dall’Europa, approvando l’ennesimo decreto ‘Salva-Ilva’ che concede deroghe e proroghe in barba alle rigorose norme della direttiva europea sull’Autorizzazione Integrata Ambientale“.

DA BERLUSCONI FINO A LETTA, ECCO I CINQUE DECRETI “AD AZIENDAM”
Quello di oggi, come detto, è il quinto decreto firmato da vari governi nei confronti dei padroni dell’acciaio. Il primo risale al 2010 e fu firmato dal duo PrestigiacomoBerlusconi per risolvere l’emergenze benzo(a)pirene che attanagliava Taranto. In realtà il decreto si limitò eslcusivamente ad innalzare i limiti di legge per le città con più di 150mila abitanti. Il secondo decreto fu voluto dall’ex ministro dell’ambiente del Governo Monti, Corrado Clini, per sbloccare l’acciaio sequestrato dalla procura di Taranto. Ben tre, invece, sono i decreti firmati dall’attuale governo Letta e dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Oltre a quello di oggi, Letta-Orlando hanno emanato due provvedimenti per nominare Bondi commissario ed Edo Ronchi com subcommissario e per autorizzare le discariche interne dell’Ilva.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/03/m5s-e-ambientalisti-contro-il-dl-emergenze-nel-testo-lennesimo-regalo-allilva/799950/

Ilva, Vendola ancora contro il Fatto: “Telefonata montata e risate allungate”

 

Al consiglio regionale straordinario, convocato dopo la pubblicazione dell’audio con Girolamo Archinà, il governatore pugliese accusa i cronisti di aver manipolato l’intercettazione che lo vede protagonista. Il capogruppo di Sel in Regione: “Cosa organizzata da estremisti grillini”

Ilva, Vendola ancora contro il Fatto: “Telefonata montata e risate allungate”

 

Nuove accuse del governatore pugliese Nichi Vendola contro ilfattoquotidiano.it, reo di aver pubblicato la conversazione nella quale lo si sente ridere e complimentarsi per la mossa con cui l’ex responsabile relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà strappa di mano il microfono a un cronista mentre chiedeva conto al patron del siderurgico delle morti di tumore a Taranto. “La telefonata pubblicata sul web è stata montata”, accusa il presidente. Non solo: “Le parti finali sono state spostate all’inizio e il tempo della mia risata è stato allungato”. Accuse pesanti, ma soprattutto false. Certo, il video è stato montato solo per renderlo più fruibile agli ascoltatori, ma non è stato manipolato né enfatizzato alcun silenzio o risata. Ma c’è di più, perchéilfattoquotidiano.it ha contestualmente pubblicato – nella stessa pagina – l’intercettazione integrale, in modo che i lettori del sito potessero avere a disposizione anche il materiale grezzo, così come l’hanno ascoltato la prima volta i cronisti autori dello scoop. Dettagli che evidentemente a Vendola non interessano o forse sceglie di dimenticare durante il suo intervento al Consiglio regionale straordinario convocato apposta per discutere dell’intercettazione pubblicata in esclusiva da questo sito.


video di Mary Tota
 

C’è da dire che il governatore è in buona compagnia, perché anche Michele Losappio, capogruppo Sel alla Regione Puglia, dimentica un paio di dettagli fondamentali tanto da derubricare il pezzo del Fatto in “una cosa organizzata da estremisti grillini” e non in una notizia che qualunque giornalista ha il dovere di pubblicare. A proposito di Movimento 5 Stelle, Losappio dovrebbe ricordare che un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo invitava simpatizzanti e attivisti 5 Stelle a non comprare più il Fatto Quotidiano perché scritto da “falsi amici”. Il motivo? La pubblicazione di notizie non gradite alla galassia grillina.

Per il resto l’assemblea pugliese è stata un’occasione perduta. Nonostante il Consiglio si sia protratto per ben 8 ore, quasi mai si è voluti entrare nel merito della questione che la pubblicazione di quell’audio impone: le parole di Vendola, la sua confidenza con Archinà, iltono confidenziale e compiaciuto è politicamente opportuno, oppure no? L’unico a dare una risposta è l’assessore Leo Caroli: “Le relazioni industriali sono fatte di relazioni umane, che si realizzano anche con telefonate di questo tipo, per inseguire gli interlocutori, portarli a un dibattito e raggiungere l’obiettivo”. Un’opinione discutibile, certo, ma che almeno entra nel merito della questione. Invece la sfiancante seduta s’è dilungata su ben altro. Vendola ha prodotto unpamphlet di 23 pagine (più un centinaio di allegati) per dimostrare il corretto operato della sua giunta dal 2005 a oggi. Pamphlet letto riga per riga – episodio anomalo per un oratore della riconosciuta abilità di Vendola – nel quale parla di “bolla di diffamazione” e indica, senza nominarli, alcuni ambientalisti legati esclusivamente alla loro bandiera.

Nessuna mozione di sfiducia dall’opposizione. Nessuna mozione di fiducia dalla maggioranza. Con interventi straordinari come quello di Francesco Damone del Gruppo misto che parla di “intercettazione estorta mentre vige ancora il segreto istruttorio”. Senza sapere che gli atti dell’inchiesta che, fra gli altri, vede indagato anche Vendola, erano stati depositati il giorno prima

 

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/19/audio-choc-vendola-ancora-contro-il-fatto-telefonata-montata-e-tempo-di-risate-allungato/783749/#.UovpZMlBBB0.facebook

Caso Ilva, Vendola: “Querelo Il Fatto”. M5S: “Si dimetta”. Ma Sel lo difende

 

Il leader di Sel scrive che”la telefonata estratta dal suo contesto è un’operazione lurida, un tentativo di processo di piazza”. I parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle, come i Verdi e il Pdl Puglia, chiedono che faccia un passo indietro. La segreteria del partito: “Piena fiducia. E’ in atto un attacco contro il presidente della Regione Puglia e contro di noi”. Migliaia di utenti sulla sua pagina facebook vogliono chiarimenti. Il sindacato metalmeccanici della Cisl, invece, lo difende: “Solidarietà per azione di sciacallaggio giornalistico”

Nichi Vendola

Nichi Vendola annuncia di querelare il Fatto Quotidiano dopo la pubblicazione sul nostro sito della chiamata con Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva (oggi agli arresti domiciliari). Tuttavia non ricorda che proprio ieri abbiamo cercato di contattarlo, sia al telefono che via sms, per anticipare la pubblicazione e chiedere un commento a riguardo. Tutti tentativi andati a vuoto. Il governatore non si scusa e, anzi, annuncia di procedere per vie legali. “Nell’articolo”, si legge nel comunicato della Regione Puglia, “si racconta, in modo volgarmente strumentale, di presunte risate del presidente suscitate dalle domande sulle morti per cancro. Come tutti invece possono tranquillamente constatare, il presidente era solo rimasto colpito dallo specifico episodio in cui Archinà, con un salto improvviso, si era avvicinato ad un giornalista che stava intervistando Riva”. Ovviamente, però, il presidente dimentica di ricordare che aveva definito il giornalista a cui era stato sottratto il microfono “faccia di provocatore“. Lo stesso cronista che stava per chiedere a Emilio Riva, proprietario dell’Ilva, cosa pensasse dei morti per tumore aTaranto. “E’ quindi solo lo scatto di Archinà – prosegue la nota – ad aver suscitato il sorriso di Vendola e non certamente il riferimento alla tragedia delle morti per cancro a Taranto. Su questo tema si registra invece, come si può constatare ascoltando la telefonata e non solo, l’attenzione del presidente Vendola testimoniata dalla sua storia politica e personale”. Più tardi, a Repubblica tv ha aggiunto che ”la telefonata estratta dal suo contesto è un’operazione lurida, un tentativo di linciaggio e di sciacallaggio puro”.

La segreteria di Sel: “Solidarietà. E’ in atto una campagna contro Vendola e Sel”
“E’ in atto una campagna contro Nichi Vendola”, si legge in una nota della segreteria del partito trasmessa in serata, ”e contro Sel di cui Vendola è presidente. Vendola e la sua amministrazione sono stati i primi, dopo anni di silenzi e complicità, ad avere avviato il percorso di ambientalizzazione dell’Ilva, la più grande fabbrica d’Italia, sottoponendo il colosso industriale a prescrizioni e leggi stringenti, volte a salvaguardare il diritto alla salute e al lavoro. Lo ha fatto per anni in un contesto politico e culturale in solitudine; e talvolta in duro contrasto con governi nazionali che si sono opposti ad ogni legge o misura regionale non prona agli interessi dei Riva”. E nessuna telefonata, secondo quanto riportato dalla segreteria del partito, metterà in dubbio la fiducia verso il leader: “La segreteria nazionale di Sel esprime solidarietà e fiducia nel suo presidente. E la ferma intenzione di difendere Sinistra ecologia libertà , la sua lotta e la sua funzione nella sinistra e nella politica italiana”.

Vendola: “Tentativo di sciacallaggio” – A Repubblica.it, Vendola ha detto che “la telefonata estratta dal suo contesto è un’operazione lurida, un tentativo di linciaggio e di sciacallaggio puro. Io non rido dei tumori – spiega il governatore – perché il cancro ha abitato nella mia vita e nella mia casa. Io sto ridendo per il guizzo felino di Archinà, il quale non sente le domande dei giornalisti ma corre a togliere il microfono o il registratore a un giornalista. Io non sto ridendo dei tumori”. In più, ha aggiunto, ”penso che un’intercettazione decontestualizzata, tirata fuori da un cilindro come un tentativo di dare un fondamento ad un’accusa che secondo me non ha un fondamento, è il tentativo di fare il processo prima, di farlo nelle piazze e di avere una facile condanna”.

Repubblica tv Vendola spiega che la confidenza con Archinà “è legata al fatto che noi stiamo cercando di convincere Ilva a mettere le centraline per il monitoraggio diagnostico” e “mentre faccio questo cerco di difendere centinaia di lavoratori. Per questo c’è confidenza non per altro”. Sull’ipotesi di dimissioni, il governatore chiede di avere “la pazienza di aspettare che possa farmi interrogare da un giudice: non c’è niente, non c’è un atto, un procedimento che non dica che io ho imposto per la prima volta un percorso ambientale all’Ilva. E’ paradossale che si rovesci una verità storica. L’intercettazione decontestualizzata è un tentativo di fare un processo prima nelle piazze e avere una facile condanna”, insiste.

E proprio nel giorno in cui cominciano a piovere richieste affinché si dimetta, Vendola si dice favorevole alle dimissioni del ministro Anna Maria Cancellieri, a seguito delle intercettazioni con la famiglia Ligresti: “La mia posizione è che quelle telefonate ricostruite dalle cronache giornalistiche confermino un quadro di assoluta inopportunità, cosa per cui il ministro avrebbe fatto bene a rassegnare le dimissioni”.

M5S, Di Maio: “Vendola si dimetta, lieto di non avere mai fatto parte della sinistra” – I primi a intervenire sono i parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle che chiedono le dimissioni del governatore perché “ha perso ogni credibilità”. “Abbiamo provato estremo disgusto nell’ascoltare l’intercettazione. Disgusto è la sola parola che proviamo. A Vendola non rimane che una strada: dimettersi da presidente della Regione Puglia e andare a casa. Ha perso ogni credibilità”. Stessa posizione espressa anche dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che su Facebook scrive: “Se Vendola è quello che resta della cosiddetta ‘sinistra’ italiana (il Pd è già totalmente democristiano), allora sono contento di non averne mai fatto parte e di essere andato oltre. Si dimetta”.

Pdl Puglia: “Dimissioni e convocazione del Consiglio regionale” – Parla anche Ignazio Zullo, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, secondo cui “basta ascoltare per trarre inevitabili e conseguenti conclusioni”. ”Quando mi permisi di evidenziare – aggiunge Zullo – che le presunte resistenze del nostro governatore alle richieste dei Riva cozzavano con quel che già allora era trapelato su talune intercettazioni in possesso della Magistratura, dovetti subirne le offese e la collera, con annesso codazzo di tutti gli immancabili cortigiani. Come giudicare quel che si ascolta oggi sul sito del Fatto”. Il Pdl Puglia chiede inoltre l’immediata convocazione del Consiglio regionale. Nessun commento, però, dai vertici nazionali. Tra i parlamentari del partito di centrodestra, l’unico a intervenire è il deputato Gianfranco Chiarelli: “A prescindere dalle responsabilità penali, che competono unicamente alla magistratura, sul piano politico, e ancor più su quello morale, il colloquio telefonico tra Vendola e Archinà, svoltosi in un clima di scandalosa ilarità, in presenza di una questione di così rilevante gravità, come quella della salute dei cittadini, è assolutamente inaccettabile da parte di chi ricopre ruoli istituzionali”, aggiunge. “Se a questo comportamento assolutamente censurabile sommiamo gli esiti fallimentari, soprattutto in tema di sanità, dell’azione politica di Vendola, ci chiediamo cosa altro debba accadere perché il leader di Sel assuma le decisioni consequenziali”, conclude.

Verdi, Bonelli: “Se Vendola è responsabile si dimetta” – “Ci sono responsabilità che non si misurano in base al Codice penale: sono le responsabilità morali che un uomo politico ha nei confronti delle persone e dei territori che amministra”. A dirlo è il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “E’ per questa ragione che il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dovrebbe dimettersi senza farsi nemmeno chiedere questo gesto: gesto che io gli chiedo di compiere. Mi chiedo come si possano chiedere le dimissioni del ministro Cancellieri dopo le telefonate riguardanti i Ligresti (richiesta giusta e sacrosanta) e non porsi il problema delle proprie dopo la telefonata con Archinà – prosegue il leader ecologista. Tutta la classe politica coinvolta, compreso il sindaco di Taranto Stefàno si deve dimettere immediatamente”. “L’audio della telefonata tra Vendola e Archinà, resa pubblica oggi, lascia semplicemente senza parole: ma eravamo rimasti senza parole anche per come tutta la vicenda legata all’Ilva sia stata gestita negli anni. Una vicenda su cui la verità è emersa solo grazie all’intervento della Procura di Taranto che ha fatto quello che la politica non ha fatto a cominciare dall’indagine epidemiologica che avrebbe stabilito un nesso tra l’inquinamento e la mortalità dei cittadini di Taranto”.

Fim Cisl: “Solidarietà a Vendola per azione di sciacallaggio giornalistico” – Il segretario generale della Fim Cisl Giuseppe Farina, invece, esprime solidarietà “per l’avviso di garanzia ricevuto e per l’azione di sciacallaggio giornalistico di cui [Vendola, ndr] è vittima”. Nell’intercettazione, prosegue, “non c’è nulla di davvero rilevante che possa giustificare né l’uno e né l’altro. L’unico caso davvero rilevante e solo da un punto di vista sindacale – prosegue Farina – è la dichiarazione di raccomandazione che il presidente della Regione Puglia fa in favore di uno dei sindacati metalmeccanici impegnati nelle vicende dell’Ilva, quando ricorda al rappresentante dell’azienda, che un sindacato amico e vicino all’azienda è solo la Fiom. Anche questo non è di particolare rilievo, né ci stupisce, perché sappiamo da tempo dei vizi privati e delle pubbliche virtù mediatiche della Fiom, che al pari di Nichii Vendola, è stata con tutto e con il suo contrario, attaccando gli altri sindacati, che invece – conclude – hanno difeso solo il diritto al lavoro e quello alla salute a prescindere dall’azienda, dalla procura, dalla politica”.

I commenti su Facebook – Intanto sono migliaia gli utenti che da stamattina hanno invaso la bacheca facebook del governatore, ripostando l’articolo del Fatto. C’è chi chiede a Vendola di dare spiegazioni prima di annunciare querela al giornale, chi lo accusa di avere tradito i pugliesi e chi gli chiede dimissioni immediate. “Vergognati…e si che tu dovresti saper cosa vuol dire stare dalla parte dei più deboli, ti avevo votato per questo. Ovviamente non lo farò più. Mi fai schifo, spero che la tua carriera politica sia finita e che ti ritrovi a lavorare in qualche stabilimento tipo la Ilva”, scriveAleksos. E altri iscritti alla pagina social domandano perché oggi il leader di Sel non posti nessun messaggio su facebook. Nel tardo pomeriggio, però, pubblica un post  in cui riporta le dichiarazioni rilasciate a Repubblica tv e conclude avvertendo: “Reagirò tutelandomi anche in sede legale, come è giusto che sia”.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/15/caso-ilva-vendola-m5s-vendola-si-dimetta-da-governatore-della-puglia/778859/