NON SONO UN ASSASSINO di FRANCESCO CARINGELLA


NON SONO UN ASSASSINO di FRANCESCO CARINGELLAIn un freddo mattino d’autunno, una scena raccapricciante si materializza davanti agli occhi della domestica del giudice Giovanni Mastropaolo: l’uomo giace riverso sulla scrivania del suo studio nella villetta di Santa Caterina di Nardò, con la fronte bucata da un proiettile.
Chi può aver ucciso il pubblico ministero noto per le sue indagini contro la nuova camorra pugliese? Anziché rivolgersi verso l’ambiente criminale, i sospetti degli inquirenti si concentrano invece su Francesco Prencipe, vicequestore, legato alla vittima da antichi rapporti di amicizia e di collaborazione professionale. Dopo un drammatico interrogatorio, il funzionario viene accusato dell’omicidio e arrestato. Tutto è contro di lui. Sue sono le uniche impronte rinvenute sul luogo del delitto. E un testimone oculare giura di averlo visto scappare dalla scena del crimine subito dopo l’ora del decesso.
Sostenuto dall’affetto dell’ex moglie Vittoria e dall’aiuto di un vecchio compagno di scuola che ne assume la difesa, Francesco Prencipe lotterà per mesi, dall’interno del carcere di Potenza, per dimostrare la sua innocenza. E scoprirà drammaticamente a sue spese che, nelle aule di giustizia come nella vita di tutti i giorni, il confine tra la realtà e la menzogna è un filo sottilissimo. Anzi, in fondo la verità non è altro che una bugia raccontata meglio di altre…
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Il primo legal thriller italiano
Un giallo giudiziario che mette al centro della narrazione il processo ai danni di un poliziotto accusato di aver ucciso il suo miglior amico e, dalla prima all’ultima pagina, pone al lettore due domande: Francesco Prencipe ha ucciso? Francesco Prencipe sarà condannato? Due domande che, visto il confine tra verità processuale e verità storica, possono anche avere risposte diverse.

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“Non sono un assassino”, il legl-thriller di Francesco Caringella

Dopo sole due settimane dall’uscita avvenuta il 30 ottobre,” “Non sono un assassino” (Newton Compton Edizioni) secondo romanzo di Francesco Caringella, direttore scientifico della Dike Giuridica Editrice, magistrato e consigliere di Stato, si è inserito nella classifica del corriere della sera al 19* posto. Dopo il fortunato esordio con “Il colore del vetro”, Caringella conferma le brillanti doti di scrittore noir, autore di un thriller mozzafiato in cui un delitto senza movente diventa l’incubo senza fine di un poliziotto che si ritrova a dover dimostrare la sua innocenza contro tutto e tutti. Un romanzo capace di catturare il lettore ed accompagnarlo, fino all’ultima pagina, in un complicato e spesso doloroso viaggio tra le aule di giustizia, gli ambienti della camorra pugliese, ed un’intricata rete di bugie che spesso assume le sembianze una incredibile verità.

LA PRESENTAZIONE l’appuntamento è a Taranto: il 5 dicembre (ore 19.00), al Caffè Letterario Cibo per la Mente ( Via Duomo 237/239 Città Vecchia ) “Non sono un assassino” sarà presentato da Rosalia Chiarappa, direttore Apuliamagazine.
Organizzazione: Cristina Le Noci e Maria Rosaria Suma

Mi fa male una donna in tutto il corpo

 

Moi

È l’amore. Dovrò nascondermi o fuggire.
Crescono le mura delle sue carceri, come in un incubo atroce.
La bella maschera è cambiata, ma come sempre è l’unica. A cosa mi serviranno i miei talismani: l’esercizio delle lettere, la vaga erudizione, lo studio delle parole che l’aspro Nord usò per cantare i suoi mari e le sue spade, la serena amicizia, le gallerie della Biblioteca, le cose comuni, le abitudini, il giovane amore di mia madre, l’ombra militare dei miei morti, la notte intemporale, il sapore del sonno?
Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo.
Già la brocca si rompe sulla fontana, già l’uomo si alza alla voce dell’uccello, già sono oscure sagome quelli che guardavano dietro le finestre, ma l’ombra non ha portato la pace.
È, lo so, l’amore: l’ansia e il sollievo di sentire la tua voce, l’attesa e la memoria, l’orrore di vivere nel tempo successivo.
È l’amore con le sue mitologie, con le sue piccole magie inutili.
C’è un angolo di strada dove non oso passare.
Già gli eserciti mi accerchiano, le orde.
(Questa stanza è irreale: lei non l’ha vista).
Il nome di una donna mi denuncia.
Mi fa male una donna in tutto il corpo.

Jorge Luis Borges – “Il Minacciato”

Per amore di Poesia

Witold Pruszkowski, Printemps 1887...
Witold Pruszkowski, Printemps 1887

Ciò che ero solito amare, non amo più;
mento: lo amo, ma meno;
ecco, ho mentito di nuovo:
lo amo, ma con più vergogna,
con più tristezza;
finalmente ho detto la verità.
E’ proprio così: amo,
ma ciò che amerei non amare,
ciò che vorrei odiare;
amo tuttavia,
ma contro voglia,
nella costrizione,
nel pianto,
nella sofferenza.
In me faccio triste esperienza
di quel verso di un famosissimo poeta:
“Ti odierò, se posso; se no, t’amerò contro voglia”.

Ascesa al Monte Ventoso – FRANCESCO PETRARCA

–di fare male ai fogli

chiuse gli occhiali
e si addormentò  gli occhiali
e si
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo…
così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì
di fingere fogli
di fare male ai fogli…

e la finì di mascherarsi
dietro tanti nomi,
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c’è
e alla fine chiederle “scusa
se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me…”
e le lettere d’amore,
le lettere d’amore
fanno solo ridere:
le lettere d’amore
non sarebbero d’amore
se non facessero ridere;
anch’io scrivevo un tempo
lettere d’amore,
anch’io facevo ridere:
le lettere d’amore
quando c’è l’amore,
per forza fanno ridere.

E costruì un delirante universo
senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena
di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano…

e capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c’era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo…

e scrivere d’amore,
e scrivere d’amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d’amore
fa veramente ridere.

Le lettere d’amore,
le lettere d’amore,
di un amore invisibile;
le lettere d’amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d’amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo
per potertele scrivere…

come si fa a non amarlo?

E’ Natale da fine ottobre.

Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti..

Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.

C. Bukowski

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come si fa a non amarlo?

Non avevo colto l’avvicinarsi del Natale, sarà perché per il 2° anno consecutivo  lo passerò “da sola”!  Non  so a me il Natale è sempre piaciuto ( al di là dei regali….sgrunt!),  mi ha sempre fatto “cantare il cuore”.

Pare che io sia dovuta diventare Adulta proprio in questi ultimi due anni…e allora sto cercando di sforzarmi ad affrontare anche quest’altra festività in solitaria.

Dicono che la consapevolezza della raggiunta maturità sia come stare sdraiati in panciolle a prendere il sole!

 A me sembra tutt’altro. L’abbandono dei sogni schiacciati da questa realtà, l’abbandono dei sorrisi spontanei, l’abbandono del rincorrerlo…semplicemente …un sogno

C’è chi dice che invece maturare dimenticando il proprio fanciullino sia come passeggiare sulla strada principale di un paese che sta costantemente al buio.

E. A. Poe sosteneva che solo chi sogna di giorno sa  molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte…..

La maturità è una brutta bestia, si perde la spensieratezza…questo è.

Non posso permettermi di “nascondere” la mia anima sotto una maschera di maturità, anche laddove fosse una maschera del teatro greco.  Non posso e fondamentalmente non lo desidero…

Sono una creativa…toglietemi i sogni e mi uccidete….e non lentamente , ma con un unico colpo di fucile!

Io posso comprendere tutto, accettare anche parecchie cose che “prima” mi sembravano inaccettabili…perché di motivazioni giuste ce n’è, di spiegazioni ce n’è, di comprensione e di accoglienza ce n’è

ma non toglietemi i sogni

da fringuello si può diventare aquila reale

da cavallo si può diventare gazzella

da pesce si può diventare polipo

non toglietemi i sogni

                       e le lucine di natale e gli alberi natalizi…ma sopratutto non toglietemi le “persone accese”