Palazzo Archita, specchio della città

Scritto da:  , 21 novembre 2013

740048_635191703311903762_ARCHITA_640x468Palazzo degli Uffici, meglio conosciuto come palazzo Archita, le impalcature per i lavori di ristrutturazione che avvolgono la struttura sono ormai diventate parte integrante dell’arredo urbano. La mia memoria, anzi, non mi riporta un ricordo dell’edificio spoglio dai ponteggi. Quello che però non sappiamo è che il palazzo non è più sede scolastica del Liceo Archita; gli studenti, i docenti e tutto il personale sono stati dislocati in tre diversi locali: l’ex Mazzini in via Pitagora, la Consiglio in Città Vecchia e la sede della Sant’Antonio in via Bruno. Tutti spazi molto distanti tra loro. Insomma, tra tanto degrado, nel pieno centro della città, sotto gli occhi di tutti, si consuma un vero e proprio dramma sociale e culturale.

Per fare luce sulla questione mi reco all’assemblea degli studenti del Liceo Archita, ormai l’unica occasione che gli appartenenti alle diverse sedi hanno per conoscersi. La riunione si tiene al centro sportivo Magna Grecia, distante diversi chilometri dalle aule scolastiche sparse per la città. È l’unica struttura capace di contenere gli oltre 900 studenti del più antico e rinomato liceo cittadino, e che accetti il piccolissimoautofinanziamento di un euro a testa a cui si sottopongono per non rinunciare a un momento di aggregazione e a un cantiere culturale come l’Assemblea d’Istituto.

Con i rappresentanti d’istituto nasce una bella chiacchierata e la loro voglia di parlare è tanta: “Noi vogliamo salvare Palazzo degli Uffici prima di tutto in quanto cittadini tarantini, consci del valore culturale e architettonico dell’edificio; se pensiamo a un turista che si affaccia al Borgo dopo aver visitato la Città Vecchia e che vede una bellissima struttura come quella circondata da orrendi ponteggi…” Il tono deciso è di chi sa bene di cosa sta parlando e subisce il problema sulla propria pelle. La conversazione procede a ritmo serrato.

Il primo cantiere, come mi spiegano con dovizia i ragazzi, protagonisti di una vera e propria indagine in merito, è stato installato circa dieci anni fa. In seguito c’è stata solo un’altalena di ripetuti blocchi dei lavori e continui subappalti tra le varie ditte vincitrici delle gare, con conseguenti e sistematiche quanto brevi e inutili riprese.

Lo stato in cui versa il tetto di Palazzo degli Uffici

Gli unici veri e concreti interventi sono stati, prima, lo spostamento degli studenti da un’ala all’altra dell’edificio (l’ala est è ormai abbandonata da anni); e, infine, il dislocamento nelle tre sedi: “Una mattina di circa nove mesi fa abbiamo trovato la scuola completamente recintata: era una vera gabbia per topi… Pensa cosa sarebbe potuto succedere in caso di evacuazione di emergenza. I cantieri, sempre più invasivi, provocavano un inquinamento acustico tale che affermare che impedivano il regolare svolgimento delle lezioni risulta un eufemismo”. Da qui, il dislocamento.

L’idea di scuola come primo spazio aggregativo e sociale è lontana anni luce da quella che vivono gli studenti dell’Archita: “Tra i ragazzi il disagio è forte. Oltre agli ovvi problemi di aggregazione, ci sono anche problemi burocratici: per esempio, anche ritirare il libretto delle assenze è una operazione che richiede necessariamente un’assenza di un’intera giornata, perché ovviamente i professori non danno l’autorizzazione a percorrere quaranta minuti di cammino per raggiungere gli uffici presso la sede in Città Vecchia. Inoltre il problema investe anche i docenti, che sono spesso costretti a sbattersi tra una sede e l’altra, e i ritardi sono inevitabili”.

Per nulla secondaria è l’imbarazzante situazione dei volumi appartenenti al Liceo e al suo Archivio Storico, “conservati” all’interno dell’edificio: “La questione ci preme tantissimo: ci sono circa ventimila scritti di comprovato valore artistico e letterario, riposti in quarantuno scatoloni classificati. Sono anche catalogati su internet, ma la cittadinanza non può usufruirne perché giacciono abbandonati in locali umidi e per niente adatti alla conservazione di materiale cartaceo”.

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E i ragazzi come si stanno muovendo? “Per adesso cerchiamo la strada del dialogo; in questi giorni abbiamo redatto una lettera al Sindaco. Certo che l’abbiamo protocollata. La risposta? A dir la verità non è stata molto incoraggiante: la segretaria ci ha detto che «quando il sindaco vorrà», ci concederà un appuntamento. Di sicuro non rimarremo con le mani in mano. Ma è tutto molto complesso e deve essere tutto calcolato. Ad esempio, pratiche come l’occupazione sono di difficile attuazione: primo, perché siamo tutti distaccati in tre sedi; e poi perché, ad esempio, la Sant’Antonio è proprietà privata della parrocchia che fitta i locali alla scuola, mentre in Città Vecchia condividiamo la struttura con una scuola elementare… Per adesso, comunque, l’idea è di organizzare una giornata culturale con docenti, ex alunni ed ex docenti. Alla problematica è molto vicina anche una personalità importante come l’ex Preside Anzoino

Ci tengono a raccontarmi di come Archita da Taranto sia stata una figura importante nel panorama culturale dell’epoca: filosofo, matematico, inventore e politico. Per maggiori informazioni, cliccando sul nome sarete portati sulla pagina di Wikipedia a lui dedicata.

Non riesco a non pensare quanto in questi anni abbiamo denunciato la cecità delle amministrazioni locali nei confronti dei problemi dei giovani, nella città delle contraddizioni del capitalismo. Taranto ha bisogno dei suoi ragazzi come si necessita di acqua nel deserto, ma nessuno sembra accorgersene. Mancano gli spazi, e quelli che ci sono – addirittura una scuola importante e rinomata come l’Archita! – vengono abbandonati al degrado. Un degrado che è lo specchio di una città in cui manca completamente una progettualità politica giovanile, e quindi un’idea di futuro in cui i ragazzi possano sperare.

Alla fine parliamo di futuro: c’è chi è preoccupato per il rischio sanitario, c’è chi abbandonerebbe Taranto solo per necessità di studio e chi invece la abbandonerebbe solo per studiare veterinaria: “La clinica veterinaria più vicina che abbiamo è a Bari!”. Nonostante tutto…

L’ultima cosa me la fanno notare i ragazzi: nonostante le centinaia di articoli redatti sulla questione, apparsi ai ragazzi quasi come dei “contentini”, su internet non si trova neanche mezza discussione sul problema. E, nel 2013, non possiamo proprio permettercelo. Compito di questo articolo è anche quello di coprire questa incredibile falla.

http://www.siderlandia.it/2.0/index.php/archita/?123

Studenti di Taranto, è il momento di fare politica

 

1465374_10201114099511557_641034527_nVerso la fine del 1939 gli studenti di medicina dell’Università Carolina (Praga) scesero in piazza per protestare contro l’occupazione tedesca; i nazisti – cercando di sedare la rivolta – uccisero uno studente, Jan Opletal. La processione per il funerale portò migliaia di studenti a manifestare nuovamente contro il regime e le truppe naziste presero d’assalto l’Università di Praga; la conseguenza fu che milleduecento studenti vennero imprigionati o portati nei campi di concentramento,mentre nove tra studenti e professori furono giustiziati senza alcun processo il 17  Novembre 1939.
Successivamente, sempre in questa data, ci sono stati altri esempi di rivolte di studenti e per questo motivo il Consiglio Internazionale Degli Studenti ha dichiarato il 17 Novembre la “Giornata Internazionale dello Studente”.

Ogni anno il 17 Novembre vengono organizzate mobilitazioni in tutta Europa per rivendicare i diritti degli studenti ad esprimersi, una istruzione pubblica di qualità, al diritto allo studio; tutte cose che purtroppo l’austerity imposta dall’Europa sta pian piano distruggendo.
In questa data gli studenti scendono in piazza per portare alla luce le problematiche che affliggono scuola ed università, per gridare il loro disappunto ed anche proporre soluzioni concrete a questa difficile situazione.
Quest’anno la data di mobilitazione nazionale è stata spostata al 15 (il 17 cadeva di domenica), ma nella nostra città gli studenti del “Movimento Studentesco Taranto” hanno voluto tener fede alla tradizione, organizzando un grande evento in Villa Peripato per il  17 Novembre. Questo anche per dimostrare che gli studenti non si mobilitano esclusivamente per saltare un giorno di scuola e partecipare ad una manifestazione senza nemmeno saperne il significato.

IMG_20131117_180013L’obiettivo era quello di creare una giornata dedicata interamente allo studente, inserendo iniziative di carattere culturale (es. dibattiti) ad altre prettamente ludiche (concerti, mostre ecc..).
L’intento in parte è stato raggiunto. Si è trattato di un evento realizzato in tempi ristrettissimi e da un gruppetto di studenti che, dopo molto lavoro, è riuscito a fare aggregazione e quindi unire più persone – per molti aspetti diverse tra loro e con posizioni differenti su varie questioni – ma accomunate dalla volontà di creare questa giornata.

Nella mattinata e in serata si è dato spazio ad artisti vari e concerti; c’erano anche vari stand di associazioni che promuovevano le loro attività.
L’unico aspetto criticabile è la mancanza di contenuti nel dibattito pomeridiano. Con questo non voglio dire che gli studenti tarantini non abbiano delle opinioni sulle questioni che li riguardano più da vicino (mancanza di strutture, di fondi per il diritto allo studio ecc…), altrimenti questo 17 Novembre non sarebbe mai stato organizzato ed il Movimento Studentesco Taranto; il problema fondamentale è che invece di discutere di queste idee, si perde ancora tempo a parlare dell’indifferenza di una parte degli studenti, del fatto che determinate situazioni sono le stesse da anni e quindi si dà per scontato che non potranno cambiare in futuro.

Che vi sia indifferenza nella gente è un dato di fatto, non è un fenomeno diffuso solo tra gli studenti; assodato questo ora bisogna trovare il modo per riportare le persone – ed in primis gli studenti – ad interessarsi della realtà, partecipare attivamente nell’analisi dei problemi ed informarsi sulle cause degli stessi, elaborare proposte per risolverli e costringere l’autorità competente (che sia il preside della scuola, il sindaco e qualsiasi altra istituzione) ad attuare quelle proposte. In poche parole bisogna tornare a fare politica. Il che non significa assolutamente stare in questo o quel partito, ma semplicemente discutere e confrontarsi con la collettività per far in modo di cambiare la scuola, l’università, ed anche la nostra città in generale.
Le basi per fare tutto questo ci sono, quello di oggi ad esempio è stato un punto di partenza: ragazzi di diverse scuole si sono incontrati costantemente nelle ultime settimane per realizzare questa giornata, l’auspicio è che questo tipo di lavoro continui anche in futuro.

http://www.siderlandia.it/2.0/index.php/giornata-studente/?123